GIOVANNI ZAFFAGNINI

Gli alberi morti (2009)


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l'ossario si svela nei suoi dettagli, nelle ferite ancora aperte e sanguinanti, in termini non solo figurati, perchè col passare dei giorni la corteccia lacerata assume i colori rossicci del sangue coagulato. E' qui più forte il senso della violenza, così come dell'abbandono e della morte. I legni scorticati, che trattengono ancora le qualità rugose e incrostate della materia organica in superficie, dell'azione prodotta dagli agenti atmosferici negli anni

Mauro Minardi
dalla prefazione a Gli alberi morti, Ravenna, Danilo Montanari editore, 2006.

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credevo che la tristezza del posto in cui vivo fosse enorme, ma vedo che condividiamo lo stesso fardello
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le foto sono strazianti come una vecchia tragedia ... sanguinose, terribili, incontestabili...benché "non belle" nel senso comune
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Credo che siano le foto più belle che tu abbia fatto

Robert Adams
lettera del 17 Giugno 2010.